Il mare in scatola: sgombriamo i falsi miti!

Il mare in scatola: sgombriamo i falsi miti!

Una domanda sorge spontanea: se il pesce è un alimento così importante e, oltretutto, uno dei piatti e degli ingredienti più importanti della cucina italiana, allora perché riscuote così “poco successo”?

Una possibile risposta potrebbe essere legata alla sua scarsa “praticità”: il pesce fresco, infatti, deve essere scelto con cura, deve essere pulito, cucinato… per non parlare della seccatura delle lische! Questo potrebbe anche spiegare perché molte persone preferiscono acquistare il pesce in scatola. Che lo si voglia o no, la nostra vita sta diventando sempre più veloce e anche l’alimentazione, in quanto parte integrante e importante di essa, ne subisce le conseguenze. Certo, questo non significa dover rinunciare a una sana alimentazione.

Dal punto di vista nutrizionale le conserve, realizzate con pesce azzurro (acciughe, tonno, sardine, sgombri, ecc…), sono a tutti gli effetti una valida alternativa al pesce fresco: non a caso, sono in grado di apportare al nostro organismo indicativamente gli stessi nutrienti. Decisamente rilevante è, ad esempio, il contributo della vitamina D e di quelle del gruppo B, per non parlare di sali minerali come il selenio, lo iodio e il fosforo.

Non solo: le conserve di pesce possono vantare delle proprietà qualitative decisamente interessanti, del tutto in linea con gli aspetti nutrizionali appena citati. Vediamole insieme!

  • Prive di conservanti: non ne hanno alcun bisogno! Grazie a uno specifico processo termico e all’utilizzo di 2 ingredienti come olio e sale, infatti, non è necessario nessun altro tipo di agente conservante. Basta leggere l’etichetta per rendersene conto!

  • Non eccede in sale e grassi: per quanto riguarda il sale, non è una sorpresa scoprire che una scatoletta di tonno sott’olio ha la stessa quantità di sale di una mozzarella o di un panino! Inoltre, per ridurne ulteriormente l’apporto, non  dimentichiamo che oggi Nostromo offre una gamma di prodotti ‘bassi in sale’!

Lo stesso vale per i grassi: il tonno sott’olio, infatti, non apporta più grassi di  una bistecca o di un uovo! E quello al naturale è magrissimo!

  • Ricche di nutrienti: la cura e i controlli applicati dall’industria alimentare durante le varie fasi di lavorazione e trasformazione, fanno sì che le proteine nobili, gli omega-3, le vitamine B3, B12 e D3, il selenio e il fosforo si mantengano in grandi quantità, conservando la qualità nutrizionale della preziosa materia prima.

  • Sicure per contenuto di metalli pesanti: il mercurio è una sostanza inquinante rilasciata in mare dalle industrie, presente un po’ in tutta la fauna ittica; per fortuna, mangiare pesce fresco non rappresenta un pericolo per la nostra salute, tanto meno le conserve. Il selenio, di cui il pesce è molto ricco, è il perfetto antagonista del mercurio, in grado di ridurre sensibilmente la vulnerabilità umana a questa sostanza. Inoltre, secondo la FDA (Food and Drug Administration, ente governativo americano addetto alla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), persino le persone più a rischio (donne che programmano la gravidanza, donne gravide e in fase di allattamento, bambini piccoli) potrebbero consumare tranquillamente fino a 6 scatolette di tonno a settimana(340 g), proprio perché è tra i pesci a minor contenuto di mercurio.

  • Sicure per contenuto di nichel e istamina: 

Il nichel è contenuto in molti prodotti che usiamo tutti i giorni e sebbene, innocuo per la maggio parte delle persone, deve essere evitato da coloro che ne sono allergici. Per limitare questa difficoltà, oggi sono stati creati appositi rivestimenti delle pareti interne degli imballi, in modo da minimizzarne la migrazione dalla confezione al prodotto. E non dimentichiamoci le conserve in barattoli di vetro: una soluzione semplice, pratica e sicura anche per chi è allergico!

nichel e istamina

L’istamina è un indicatore dellafreschezza dei prodotti ittici, e il suo valore deve essere inferiore a un limite medio di accettabilità (100 mg/kg di prodotto fresco). Per far fronte a ciò, l’industria conserviera accetta solo materie prime con valori molto inferiori a questi limiti e le lavora molto velocemente: va da sé, quindi, che non esiste una differenza significativa tra pesce fresco e in conserva.

istamina

E la morale della storia è: non abboccare! Il pesce in scatola può tranquillamente essere integrato in un’alimentazione equilibrata, contribuendo a integrare nella dieta preziosi nutrienti.

Ti e´ piaciuta? Lasciaci un tuo commento