Questo articolo è stato scritto da Redazione Tonno Nostromo

Proteggiamo la tiroide con una dieta ricca di pesce, frutti di mare, alghe, fagioli e uova, che cedono all’organismo il prezioso minerale.

Lo iodio è un minerale essenziale per il benessere del nostro organismo: una sua carenza può portare al malfunzionamento della tiroide.


 

Lo iodio è un minerale essenziale per il benessere del nostro organismo: una sua carenza può portare al malfunzionamento della tiroide. La ghiandola è posta alla base del collo e produce due ormoni che contengono iodio nella loro struttura molecolare, tiroxina (T4) e triiodotironina (T3). Questi ormoni svolgono una funzione regolatrice in numerosi processi metabolici e nella fase di sviluppo e crescita cellulare di vari organi, come cervello, reni, fegato e pelle.

I problemi più comuni della carenza di iodio sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, che possono portare a cambiamenti ormonali importanti nel nostro corpo: ad esempio dolori muscolari e articolari, problemi cutanei e tricologici, disturbi intestinali, spossatezza, improvvisi cali o aumenti ponderali, innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue.

Il fabbisogno giornaliero di iodio si stima intorno ai 150 microgrammi per il soggetto adulto o adolescente, che diventa intorno ai 240 microgrammi per la donna durante gravidanza e allattamento, per assicurare lo sviluppo armonico del bambino. Per essere sicuri di non avere carenze di iodio, è necessario adottare una dieta equilibrata: ci sono molti alimenti che possono assicurare l’apporto di questo prezioso minerale, ma tra questi non figura il sale. Contrariamente a quanto si può pensare, solo il sale fortificato contiene iodio: infatti in commercio si trova sotto il nome di “sale iodato”.

Gli alimenti con il maggiore apporto di iodio sono pesce, crostacei, molluschi, uova, fagioli, alghe, latte e latticini, mirtilli rossi, aglio, cipolla, semi di sesamo e di girasole. Una tazza di yogurt, ad esempio, fornisce il 60% del fabbisogno giornaliero, una porzione di fagioli bianchi lessati arriva al 42%, mentre 50 grammi di alghe essiccate ne raggiungono o superano il totale.

Gli esperti della Società Italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) hanno rilevato come un bambino su cinque non introduca nella dieta quantitativi sufficienti di iodio e sia quindi esposto al rischio di sviluppare il gozzo ipotiroideo. Il consiglio generale, valido a maggior ragione per bambini e donne in gravidanza e allattamento, è quindi quello di aumentare il consumo settimanale di pesce come salmone, sgombro e alici (freschi o in scatola), frutti di mare, uova e latticini. Se siete a rischio di carenza di iodio, attenzione a broccoli, cavoli, soia, ravanelli, mandorle, arachidi, pinoli e nocciole: possono limitarne l’assimilazione.

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